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Gelmini: “Mi spieghino dove trovare i soldi”

Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini.

Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini.

Mai nella storia della Repubblica Italiana, una riforma della pubblica istruzione ha causato tanti scioperi e proteste. Milioni e Milioni di studenti e professori hanno invaso le strade, ribadendo il loro “no” alla riforma. Sono 4 miliardi i tagli che la legge prevede. A Rischio centinaia e centinaia di posti di lavoro e, sopratutto, un elevato rischio di aumento delle rette e delle tasse universitarie.

E’ una riforma che oramai è diventata legge. Proposta dal Ministro Mariastella Gelmini, essa prevede un forte taglio ai fondi universitari e della scuola pubblica in generale. Variabile nel tempo, la motivazione. Che in un primo tempo era solo per eliminare i Baroni nelle Facoltà, ed eliminare i “Rami Secchi”, come corsi con pochi iscritti. In seguito la dichiarazione della Gelmini a SKYTG24 “mi spieghino loro dove prendere i soldi”. Motivazioni che non stanno in piedi, subito attaccate da persone di importanti nella politica e nella storia Italiana. Dario Fo, infatti, ha dichiarato che questa riforma è una via di mezzo di una grande riforma che prevede il passaggio da Scuola Statale a Scuola Pubblica. Il premio Nobel ribadisce infatti che è una riforma fatta per “lasciare il cancro nelle università”. Cancro che localizza con i Baroni: persone che su basi di raccomandazioni assumono personale non qualificato ma impapentato. Scavando un po’ nella storia di questo paese si può scoprire che nemmeno i soldi sono il vero problema: spendiamo 8 miliardi e mezzo l’anno per la guerra in Iraq, 9 miliardi sono le “imposte” che versiamo al vaticano ogni anno e 450 milioni di euro i soldi che si spendono in stipendi parlamentari (e sono solo alcuni esempi). Io penso che un professore o una facoltà si accontenti di 18 miliardi l’anno di fondi. Un’ altra domanda che molti si pongono implicitamente è: perchè una donna deve decidere dell’istruzione di tutti gli italiani? Un vero decreto legge deve essere fatto da noi. Deve essere fatto da Noi studenti, Noi Insegnanti, ingegneri e psicoterapeuti esperti nella crescita. E votato da Noi. Non una persona che è tanto se ha fiito la quinta superiore.

Il problema finale non sono i Soldi o i corsi malfatti, ma la volontà di distruzione della scuola pubblica. Un popolo ignorante è più facile da governare.

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