MAGISTRATURA S.p.A.

Viviamo in uno stato in cui la Magistratura e la Giustizia sono private, accessibili solo a chi ha soldi. Solo chi ha soldi può permettersi 16 avvocati che difendono l’accusato. Chi invece ha una busta paga più ridotta i può permettere un avvocato di nome Pipino Pomicino, nato tra le pecore sarde e laureato presso una uniersità in Mauritania. Si arriva cosi a un punto in cui l’esito del processo è già noto: 16 contro “1”. Per quanto l’accusato possa aver stuprato, rubato, ammazzato e dilagnato le persone, la condanna massima che gli viene data è la Presidenza del Consiglio. Abbiamo un parlamento che oramai prede decisione per Mediaset e Fininvest, in cui l’opposizione è solo un fantoccio, un burattino i cui movimenti vengono imposti dal Dittatore Italiano.

Uno Stato serio e democratico, in cui la giustizia sia accessibile a tutti e sia giusta, dovrebbe controllare la magistratura e gli avvocati in modo capillare e assicurare la stessa qualità di accusa/difesa a chi non arriva alla fine del mese o a chi, ad esempio, costruisce milano due. In uno Stato serio e Democratico, quando esce una legge a personam, l’pposizione dovrebbe fare veramente l’opposizione. Ma questo rimane un sogno, siamo in Italia, se volte la democrazia dovete emigrare.

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Maledetto Novecento!

Il Novecento Italiano è stato il secolo peggiore che la storia ricordi. Dal grande splendore della Roma Imperiale al Rinascimento Italiano, l’Italia è sempre stata, o quasi, il centro culturale del Mondo Intero. Noi italiani deriviamo dal grande Da Vinci, da Cesare, da Cicerone, da Michelangelo, da Botticelli, da Brunelleschi e da Giotto. Siamo figli del grande Costantino Imperatore, delle follie di Nerone. Nel ‘800, girando l’Europa, si era fieri di affermare “sono Italiano”. Oggi invece preferiamo non dirlo, condendo l’affermazione con un bel colpo di tosse o sostituendola con provenienze assurde, come il popolo Padano. Perchè? Perchè dopo quasi 2500 anni al centro del mondo, siamo ridotti a nasconderci?

Come canta la canzone di Benigni “Sono Italiano”. Ci nascondiamo per colpa dell’arte subline di corrompere dello Psiconano Berlusconi, del fallimento di Prodi, del ignoranza della Lega derisa in tutta Europa. Per le figuraccie nel Parlamento Europeo, per elezioni in cui non si può scegliersi il candidato preferito, perchè attualmente la nostra istruzione è completamente distrutta. Noi, figli di Cicerone, non riusciamo a comporre una frase corretta in Italiano una volta su due. Noi, figli di Da Vinci, dobbiamo pagare i professori per avere la laurea. Noi, figli di Dante, non sappiamo nemmeno cosa sia la Divina Commedia. Tutto nel giro di un secolo, che verrà conosciuto km il secolo peggiore per l’Italia: il Novecento. E così, per ora ci prendiamo in giro cosi. E ridiamo.

Vinietta Satirica

Vinietta Satirica

Parlamentari, attenti alla Storia!

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Una serie di Interviste del programma televisivo “le Iene” ha dimostrato che i nostri parlamentari non conoscono la storia. Neanche a grandi linee. Alle domande più semplici come Rivoluzione Francese, Scoperta del America, Rivoluzione Russa e Sbarco in Normandia le risposte erano le più disparate. Ergo, che i nostri parlamentari non hanno la più pallida idea di fatti avvenuti prima della loro nascita. Ed è un Grande Errore. Stesso errore che fece Hitler quando andò in Russia, senza tener conto del “generale Russo” ovvero l’inverno che aveva costretto alla ritirata, un secolo e mezzo prima di lui, Napoleone.

I Maya, popolo precolombiano del America Latina, studiarno in maniera approfondita il tempo. Essi credevano infatti, che il tempo e i fatti storici si ripresentassero ciclicamente. E non avevano tutti i torti. La peste, Hitler in Russia, la Chiesa che tenta di prendere il potere, le crisi economiche e le carestie. A questo punto viene spontanea la domanda, in che ciclo siamo noi attualmente? La risposta non è difficile. L’assolutismo di Re Sole.

Re Luigi XIV governò la Francia dal 1661 al 1751. Instaurò un Potere Dispotico e Assolutista accentrando tutti i poteri nelle sue mani. Sciolse il Parlamento, aumentò le tasse e arrivò a dichiarare “Lo Stato sono IO”. Noi italiani, attualmente, abbiamo un Parlamento che serve a poco e nulla. Ogni decreto che viene proposto dal Governo viene trasformato in legge senza che venga discusso o “migliorato”. E’ come se il Parlamento fosse sciolto. Le tasse non hanno avuto significativi cambiamenti, ma l’inflazione continua a salire e lo stipendio a scendere: come se aumentassero le tasse, in quanto siamo sempre più poveri e i capi di Stato sempre più Ricchi. Infine, Berlusconi, ultimamente parla in nome degli Italiani senza però sapere veramente quello che gli Italiani pensano. Le dichiarazioni variano da “Agli Italiani il gallismo piace” a “Obama: Bello e abbronzato”. Come se lo stato, che dovremmo essere noi, fosse invece lui.

Re Sole infine, fece una cosa che attualmente è molto conosciuta tra gli Italiani. Per assicurarsi un appoggio popolare forte, per evitare scontri o ribellioni fece un forte controllo chiamato “censura” su tutti i libri e giornali stampati nello Stato Francese. Nessuno poteva stampare un pezzo, o pubblicare un libro se il Re non aveva dato il suo consenso. Inoltre, gli articoli di Giornale, dovevano elogiare il Re e smentire le opinioni avverse. Dovevano anche tacere quando il Re faceva brutta figura. Mi sembra scontato il paragone con l’attuale Italia, dove tutti i giornali sono sotto padrone e la “censura” viene applicata anche a Blog e rete in generale.

Oramai è chiaro che le coincidenze con quel periodo sono molte. E ve ne sono tante altre che potete trovare qui.Chiudo con un avvrtimento ai politici. Il regno di re sole di concluse nel 1715, l’assolutimo continuò per altri 74 anni, poi il popolo di stufò e esplose una ribellione popolare chiamata Rivoluzione Francese. I Re Assolutistici furono decapitati. Parlamentari, attenti alle Teste!

Gelmini: “Mi spieghino dove trovare i soldi”

Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini.

Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini.

Mai nella storia della Repubblica Italiana, una riforma della pubblica istruzione ha causato tanti scioperi e proteste. Milioni e Milioni di studenti e professori hanno invaso le strade, ribadendo il loro “no” alla riforma. Sono 4 miliardi i tagli che la legge prevede. A Rischio centinaia e centinaia di posti di lavoro e, sopratutto, un elevato rischio di aumento delle rette e delle tasse universitarie.

E’ una riforma che oramai è diventata legge. Proposta dal Ministro Mariastella Gelmini, essa prevede un forte taglio ai fondi universitari e della scuola pubblica in generale. Variabile nel tempo, la motivazione. Che in un primo tempo era solo per eliminare i Baroni nelle Facoltà, ed eliminare i “Rami Secchi”, come corsi con pochi iscritti. In seguito la dichiarazione della Gelmini a SKYTG24 “mi spieghino loro dove prendere i soldi”. Motivazioni che non stanno in piedi, subito attaccate da persone di importanti nella politica e nella storia Italiana. Dario Fo, infatti, ha dichiarato che questa riforma è una via di mezzo di una grande riforma che prevede il passaggio da Scuola Statale a Scuola Pubblica. Il premio Nobel ribadisce infatti che è una riforma fatta per “lasciare il cancro nelle università”. Cancro che localizza con i Baroni: persone che su basi di raccomandazioni assumono personale non qualificato ma impapentato. Scavando un po’ nella storia di questo paese si può scoprire che nemmeno i soldi sono il vero problema: spendiamo 8 miliardi e mezzo l’anno per la guerra in Iraq, 9 miliardi sono le “imposte” che versiamo al vaticano ogni anno e 450 milioni di euro i soldi che si spendono in stipendi parlamentari (e sono solo alcuni esempi). Io penso che un professore o una facoltà si accontenti di 18 miliardi l’anno di fondi. Un’ altra domanda che molti si pongono implicitamente è: perchè una donna deve decidere dell’istruzione di tutti gli italiani? Un vero decreto legge deve essere fatto da noi. Deve essere fatto da Noi studenti, Noi Insegnanti, ingegneri e psicoterapeuti esperti nella crescita. E votato da Noi. Non una persona che è tanto se ha fiito la quinta superiore.

Il problema finale non sono i Soldi o i corsi malfatti, ma la volontà di distruzione della scuola pubblica. Un popolo ignorante è più facile da governare.